domenica, giugno 18, 2006
DE ROSSI ASPETTA STANGATA, MA NON SONO COSI'

Forse, e' solo colpa di un sms mai arrivato. Nella caccia all'incredibile motivo del lampo di follia che ha spezzato il Mondiale di Daniele De Rossi, rischiando di compromettere anche quello dell'Italia, l'ultima interpretazione degna dell'oracolo delfico e' quella della scaramanzia. Raccontano infatti gli amici che prima di partire per il suo lungo viaggio da Ostia per la Germania il ragazzo della rotonda sul mare avesse maledetto il 4 sulla maglia azzurra: nello scambio di sms tra noi giocatori per spartirci i numeri, a me - aveva confidato agli amici - non e' arrivato nulla e cosi' sono finito con quella maglia, la stessa dell'anno da brivido con la Roma. Una cifra che porta male, e non solo nelle pagelle delle partite. La spiegazione ovviamente non basta a Lippi e a tutti gli altri, nel club azzurro. Ne' ai venti milioni di italiani delusi di fronte alla tv. Cosi' De Rossi e' rimasto, nella sua strana giornata di riposo, lontano da tutti, solo con i suoi pensieri: e con il peso dell'etichetta oramai stampata, quella di un giocatore tanto maturo sul piano tecnico-tattico quanto incontrollabile nei suoi sprazzi di fallosita'. De Rossi ha passato la mattinata nell'albergo del ritiro, poi a pranzo con Pirlo, due passi in centro a firmare perfino qualche autografo, i jeans, la maglia colorata e il cappelletto in testa. ''C'era poco da dirgli: e' un ragazzo di 22 anni, e per quanti soldi possa guadagnare le reazioni sono sempre quelle di un ragazzo, appunto. Ha capito da solo'', le parole del team manager Riva. Lippi gli parlera', forse gia' stasera, Totti lo ha gia' fatto nello spogliatoio di Kaiserslautern, a lungo: che ti e' preso, hai sbagliato grosso, pero' ora stai sereno, il messaggio del suo capitano alla Roma, che di brutte giornate in azzurro se ne intende, da quel giorno di Poulsen. ''Quel che mi dispiace e' che ho lavorato tanto, nell'ultima stagione, per allontanare da me l'immagine di giocatore scorretto - dira' dopo quella chiacchierata con Totti, a tarda notte, al Tg5 - Lo dimostrano anche i cartellini gialli del passato campionato. Ditemi quale calciatore non salta con i gomiti alti, non volevo fare del male. Io non sono scorretto, non sono cosi''. Ma sara' difficile dimostrarlo alla commissione disciplinare della Fifa, riunita in sessione permanente a Berlino. La decisione sulla squalifica di De Rossi, inizialmente attesa per le prossime ore, in realta' dovrebbe arrivare solo dopo Italia-Repubblica Ceca. Nella lettera inviata alla Federcalcio, e' precisato che i tempi per la memoria difensiva sono legati alla data del 22 giugno appunto, addirittura il 'processo' sportivo potrebbe slittare al 23, quando De Rossi avra' gia' scontato la giornata automatica di squalifica. La convinzione e' che non potra' sottrarsi a meno di tre giornate di stop complessive, fino a un massimo di cinque: pesera' il referto arbitrale, la difesa che De Rossi sta preparando con la Federcalcio (la lettera e' in partenza nelle prossime ore, forse gia' domani) e soprattutto la prova tv. Che non depone a favore del calciatore. La discriminante, sara' capire se i giudici sportivi applicheranno le sanzioni previste per l'articolo 47 del codice Fifa (gioco violento) o addirittura quelle dell'articolo 48, che arriva a configurare l'aggressione fisica. Ma in questo caso ci vorrebbe premeditazione e volonta' di fare male, come fu per Tassotti con Luis Enrique a Usa 94 (sei giornate, allora). La lettera che De Rossi spedira' alla Fifa sara' invece una completa ammissione di colpa: ho sbagliato, sono andato a chiedere scusa a Mc Bride nello spogliatoio e questo ha ricevuto l'approvazione dei miei avversari. Ho avuto un momento di nervosismo, e non so perche', ma di fatto ho perso la testa. So - la conclusione del messaggio - che la mia reazione non e' stata per nulla una bella immagine per il calcio mondiale, ne' per quello italiano. De Rossi si e' tenuto lontano dalle rassegne stampa internazionali, con le prime pagine su 'una partita al sangue' e le relative foto di McBride; ma anche dalla difesa di Ballack (''non l'ha fatto apposta'') o del suo allenatore Spalletti (''resta un grande uomo'') che pure lo aveva rimproverato duramente dopo un'analoga espulsione con la Roma, a Bruges. Lippi glielo aveva detto. ''Ci aveva avvertito: bisogna affrontare le partite con umilta''', ha detto oggi Gattuso, alludendo ai discorsi del ct fatti prima della partita con gli Usa (''non mi piace l'atteggiamento che avete, datevi una scossa''). Al padre Alberto e alla moglie, Tamara, sentiti per telefono, De Rossi deve invece aver raccontato il peso che si porta dentro: al Mondiale teneva. Forse anche troppo. E ora non puo' far altro che aspettare la stangata.
(ANSA).
 
posted by Sandromex at 9:22 PM | Permalink |


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