domenica, giugno 25, 2006
PORTOGALLO-OLANDA: BOTTE DA ORBI A NORIMBERGA, PASSA IL PORTOGALLO 1-0

Ci si aspettava un ottavo di finale ad alto tasso tecnico. Di gesti pregevoli, pero', Portogallo e Olanda ne hanno regalati ben pochi, trasformando la sfida di Norimberga in 90 minuti di caccia all'uomo e nervi tesi. Dal festival dei cartellini, 16 gialli e 4 rossi in tutto, e' uscito vincitore il Portogallo di Felipe Scolari, grazie all'1-0 d'autore firmato Maniche. L'Olanda, con Van Nistelrooij tenuto in panca per tutti i 90 minuti da Van Basten, come ad Euro 2004 esce per mano dei lusitani, che nei quarti se la vedranno con l'Inghilterra. Gara subito spigolosa, ricca di falli e povera di occasioni. La musica la fanno capire subito i Tulipani, che in un amen rimediano due gialli con Van Bommel e Boulahrouz per entrate scomposte su Cristiano Ronaldo. L'asso del Manchester, toccato duro, prima di uscire in un mare di lacrime al 34' per Simao fa in tempo a regalare un paio di pezzi di bravura. Uno fine a se stesso, apertura di 'rabona' per Figo, l'altro decisivo per il gol del vantaggio portoghese. Break sulla trequarti e palla sulla destra, dove Miguel crossa al centro per Pauleta, bravo a giocare di prima su Maniche: sui 16 metri il mediano si trasforma in centravanti di razza, saltando Ooijer in grande stile per poi battere Van der Sar sul primo palo con un destro in controtempo. Da applausi, quelli che strappa anche Van Persie dall'altra parte del campo. L'attaccante dell'Arsenal fa impazzire Miguel in area lusitana con una serie di dribbling fenomenali, ma la conclusione di punta sfila abbondantemente fuori misura. Il Portogallo, pur giocando di rimessa con un Figo non brillantissimo, riesce comunque a tenere a bada la squadra di Van Basten. Ma a complicare le cose ci pensa Costinha, che dopo il 2-0 sfiorato da Pauleta (destro sottomisura deviato in corner da Van der Sar) rimedia la seconda ammonizione a 2 minuti dal riposo per un tocco di mano ingenuo quanto pesante per la sua squadra. Scolari nell'intervallo la ridisegna togliendo Pauleta per Petit, che dopo 5 minuti finisce subito sul taccuino di Ivanov. Cinque minuti da brividi per il Portogallo, che torna in campo e rischia due volte di subire il pari olandese: prima Cocu di collo pieno da pochi metri colpisce la faccia inferiore della traversa, poi Van Bommel scarica una saetta da fuori area che spaventa Ricardo, difettoso nella parata e fortunato nel vedere sfilare il pallone appena largo sul secondo palo. Van Basten al 56' toglie Mathijsen per un attaccante: e' Van der Vaart, Van Nistelrooij resta ancora seduto. E' un mezzo assedio. Dopo un destro innocuo di Maniche ci pensa Sneijder a far tremare i lusitani con un bolide da 30 metri che Ricardo toglie dall'incrocio dei pali. Poi l'accenno di rissa, al 62'. Figo, che poco prima aveva rischiato l'espulsione per una testata ad un avversario, in corsa sente il gomito di Boulahrouz e va a terra. Ivanov non esita ad estrarre il secondo giallo per l'olandese. Nervosismo alle stelle sulle due panchine, l'Olanda si risistema con Heitinga per Van Bommel e al 70' e' ancora pericolosa con Sneijder, ma Carvalho si immola sul destro a botta sicura del centrocampista. Il difensore resta a terra, l'Olanda non restituisce il pallone agli avversari e Deco falcia Heitinga. Ancora rissa, con il centrocampista portoghese Ivanov ammonisce anche Sneijder e Van der Vaart, poi tocca anche a Ricardo e Nuno Valente. Passano un paio di minuti e Deco perde la testa, ritarda una punizione a centrocampo per l'Olanda e rimedia il secondo giallo. Fuori, il Portogallo in 9 ma viene graziato da Kuyt, che a tu per tu con Ricardo conclude male sul portiere lusitano. Escono Cocu e Figo per Vennegoor e Tiago, gli ultimi assalti dei Tulipani non portano a nulla. Tranne, ma non fa notizia, al sedicesimo giallo dell'incontro, che porta all'espulsione di Van Bronckhorst. L'Olanda saluta, il Portogallo va avanti. (Adnkronos)
 
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LIPPI SBOTTA CON GIORNALISTI: "SIETE COSA VERGOGNOSA"
Una richiesta di chiarimento in conferenza stampa su un eventuale cambiamento di atteggiamento tattico della nazionale ha mandato su tutte le furie Marcello Lippi alla vigilia di Italia-Australia, gara valida per gli ottavi di finale dei mondiali. "Non parlo della formazione", ha spiegato il ct rispondendo a Luigi Ferrajolo del Corriere dello Sport, "Se ti dico che non voglio dire quello che farò domani, non è che non voglio dirlo a te, ma agli avversari. Se una volta per tutte ve lo metteste in testa...Non voglio dare notizie e vantaggi agli avversari". Lippi ha sottolineato come il suo collega Guus Hiddink non abbia fatto vedere l'allenamento della sua formazione alla stampa. "Non sapete niente degli avversari, non vi hanno fatto vedere neanche l'allenamento", ha aggiunto rivolgendosi ai cronisti, "Evitate di telefonarmi tutte le sere in albergo, facciamo un po' gli stronzi. Siete una cosa vergognosa...". (Apcom)
 
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TONI SI RIBELLA, SONO LO STESSO DI SEMPRE
''Sono il Toni di sempre, quello di Firenze. Anche se non segno e il gol mi manca''. E' la reazione di Luca Toni alle critiche, dopo tre partite del Mondiale che lo hanno visto ai margini del palcoscenico azzurro. ''Non so se gioco domani - ha aggiunto il centravanti della Fiorentina, capo cannoniere della serie A con 31 reti e a zero in questo Mondiale - pero' mi da' fastidio sentir dire che non mi impegno negli allenamenti''. (ANSA).
 
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BRASILE;VIETATO PARLARE DI TATTICA ANTI-GHANA
Vietato parlare di calcio con i giocatori del Brasile. Nel senso che, da oggi, con loro non si puo' piu' discutere di tattica e di possibili cambi di formazione. L'ordine e' venuto dall'alto, ovvero dal ct Carlos Alberto Parreira, ma e' stato comunicato da Roberto Carlos, uno dei calciatori presentatisi davanti ai reporter. Che poi il ct sia stato obbedito, questo e' un altro discorso. E' comunque un segno del nervosismo provocato dall'inizio della fase ad eliminazione diretta, quando tutte le partite diventano delle finali e la formazione titolare comincia a non sembrare piu' la migliore possibile. Parreira continua a fare 'catenaccio' sulla formazione, ma l'infortunio muscolare di Robinho gli ha tolto la possibilita' di decidere un cambio in attacco: martedi' contro il Ghana giochera' quindi Adriano, che continua il silenzio stampa essendosi offeso per certe cose che ha letto. Roberto Carlos, invece, ha voglia di parlare ed anche d'improvvisarsi medico con la sua diagnosi personale su Robinho: ''ho 20 anni d'esperienza nel calcio, e so che in due giorni non si puo' recuperare da un infortunio come quello: ce ne vogliono almeno il doppio''. Oggi l'ex interista si e' allenato in modo particolare a calciare le punizioni, assieme agli altri specialisti del Brasile, e di cio', nonostante i divieti di Parreira, ha fornito una spiegazione tecnico-tattica, visto che Brasile-Ghana e' anche la sfida tra la nazionale che ha commesso meno falli qui al Mondiale, i 35 dei verdeoro, contro quella piu' cattiva: il Ghana d'interventi fallosi ne ha commessi ben 76. ''I numeri non mentono - ha detto R.Carlos - ed ecco perche' c'e' tutta questa nostra attenzione nel curare l'esecuzione dei calci piazzati .Il Ghana e' una squadra che fa molti falli, a volte non con cattiveria ma perche' intervengono in modo scoordinato e quindi arrivano in ritardo sul pallone colpendo l'uomo. Ma il risultato e' sempre lo stesso: i calci piazzati possono essere la chiave di questo match, il modo per risolverlo: per noi e' una possibilita' importante''. Ma lui che tipo di Brasile manderebbe in campo? Qui l'ex interista ha risposto citando Parreira: ''oggi in albergo prima ho consolato Robinho, poi ho parlato col nostro ct, chiedendogli se voleva che dicessi qualcosa di particolare. La sua risposta e' stata di dire alla stampa che soltanto lui puo' rispondere alle domande sulla tattica e su chi giochera', a noi e' vietato''. E' un Brasile che ha perso un po' d'allegria, ma la disponibilita' e' sempre tanta anche se bisogna passare nella bolgia della zona mista, unico modo per avvicinare i calciatori della Selecao. Infatti Roberto Carlos e' spesso avvicinabile, e l'unico disponibile a parlare anche di mercato (''il Chelsea mi ha offerto un contratto di tre anni, ma vediamo dopo il Mondiale''): ''e' un peccato che non ci sia Robinho - ha commentato - ma credo che sia un segno del destino. Doveva accadere, e magari fara' molto bene un altro, che martedi' gioca e disputa la sua miglior partita nel Mondiale. Sono fra quelli che pensano positivo, per me il bicchiere non e' mai mezzo vuoto''. Per questo l'ex interista ha chiuso il suo discorso con un auspicio: ''abbiamo studiato a lungo le partite del Ghana, e ho avuto la conferma che hanno uno stile di gioco molto offensivo. Spero che giochino cosi' anche contro di noi, cosi' avremo piu' spazi a disposizione''. Il Brasile vero contro quello d'Africa, Dortmund dovrebbe offrire momenti di calcio spettacolo e c'e' un precedente che fa ben sperare: il quarto di finale dieci anni fa alle Olimpiadi di Atlanta fu uno spot per il calcio a beneficio degli americani, fini' 4-2 per la Selecao con doppietta di Ronaldo. Parreira ha vietato i discorsi sulla tattica, e intanto spera che il Fenomeno si ripeta. (ANSA).
 
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LIPPI, SI PUO' SOFFRIRE MA SI DEVE VINCERE
''Si puo' soffrire, ma si deve vincere: anzi se si vince soffrendo da' anche piu' gusto''. Lo ha detto Marcello Lippi alla vigilia degli ottavi del Mondiale contro l'Australia. Il ct non ha fornito alcuna indicazione sulla formazione, ha parlato dell'Australia in termini positivi (''e' organizzata e valida tatticamente'') e ha aggiunto: ''Speriamo di far tesoro delle sofferenze patite contro gli Stati Uniti''. Alla domanda se Totti giochera' ha risposto: ''Venite domani, e vedrete''.(ANSA).
 
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BECKHAM TRASCINA AI QUARTI UNA BRUTTA INGHILTERRA

Soltanto una punizione di David Beckham al 60' regala all'Inghilterra il passaggio ai quarti di finale ai danni dell'Ecuador. Gli uomini di Sven Goran Eriksson, schierati con il solo Rooney di punta, vincono 1-0 ma non convincono. Tutt'altro.I sudamericani escono dalla competizione mondiale a testa alta, consci di aver messo gli inglesi alle corde, di averli obbligati ad aver paura. Nei minuti iniziali, e' l'ecuadoregno Carlos Tenorio a centrare una traversa da ottima posizione. All'11', su un lancio dalle retrovie dell'Ecuador il difensore Terry colpisce male di testa. La palla si impenna e finisce sui piedi dell'attaccante sudamericano che perde pero' tempo nel controllo e consente un intervento alla disperata di Andy Cole che riesce a deviare quel tanto la palla da farla finire sulla traversa. Nell'apatia generale degli inglesi, uno dei pochi sussulti e' un tiro da fuori di Gerrard, che termina a lato. Al 35' e' capitan Beckham a cercare il gol, ma la sua punizione e' imprecisa e finisce fuori. Al 41' l'Inghilterra recrimina: dopo un grave errore di Hurtado parte Rooney. Il suo passaggio verso Gerrard viene fermato di mano da Espinoza che pero' non viene punito dal direttore di gara. Nel secondo tempo, a parte qualche sortita di Tenorio, non si registra nulla fino al destro di capitan Beckham. Il giocatore calcia da fermo una punizione dalla sinistra al 60': la palla gira, tocca il palo alla sinistra di Mora, colpevolmente fuori posizione, e si insacca. L'Ecuador cerca di reagire ma non punge. Gli inglesi fanno girare palla e perdono tempo. Unica buona notizia: l'ottima prova di Rooney ormai completamente recuperato. (AGI) foto: afp.com
 
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ERIKSSON CONTRO L'ECUADOR SCEGLIE ROONEY

''Sostengo la necessita' che l'Inghilterra giochi con piu' soluzioni tattiche: non sempre il 4-4-2 e' il modulo giusto''. Lo ha spiegato Sven Goran Eriksson nella conferenza stampa di oggi alla vigilia dell'ottavo di finale con l'Ecuador. Tradotto in altri termini significa che il ct svedese sta pensando di schierare una sola punta in attacco, cioe' Rooney. Arrivano i momenti cruciali del mondiale e il ct dell' Inghilterra pensa ad una squadra piu' duttile, forse piu' accorta. Il perche' di questa mossa, sta nelle pieghe del ragionamento di Eriksson: ''L'Ecuador e' una squadra molto fisica e molto tecnica, ha un palleggio non indifferente. Poi ha sulle fasce due giocatori molto bravi, Valencia e Mendez. Spingono e sono efficaci, specie Valencia, che a me piace molto''. Nella bolgia della sala conferenze dello stadio di Stoccarda, stracolma di giornalisti inglesi, Eriksson ha poi spiegato la 'favola' del giovane Walcott. Il diciassette talento britannico non ha ancora giocato, ma Eriksson non si preoccupa: ''Sarebbe anche pronto, e come lo conosco io non lo conosce nessuno, fidatevi. Io stesso vorrei vederlo in campo, ma molto dipende dalla partite, da come si evolvono. Di sicuro lui e' il futuro del calcio inglese e io anche se a fine mondiale saro' via, sto lavorando per il futuro del calcio inglese. Averlo portato qui al mondiale e' un investimento sicuro''. Non giochera' Neville e il dubbio e' tra Carragher e Hargreaves e Carrick, a seconda delle soluzioni tattiche. Quinto uomo di centrocampo, se Eriksson scegliera' solo Rooney in avanti, sara' Joe Cole. Dallo staff tecnico dell'Ecuador promesse di bella figura, anche perche' i sudamericani finora hanno convinto sul piano del gioco piu' degli inglesi. ''Se la squadra di Eriksson contro di noi gioca come ha fatto fino ad adesso abbiamo delle chance, possiamo vincere'', ha detto il vice Rueda. Il tecnico Suarez, nato in Colombia, ha confessato di avere un pallino per Rooney, lo spauracchio dell'Ecuador. ''Dobbiamo fare attenzione a Rooney, perche' e' un tipo che fa la differenza in ogni momento. Veloce, imprevedibile, difficile da controllare, si muove magnificamente con o senza palla''. Nella formazione ecuadoregna ecco il ritorno in attacco di Delgado e Carlos Tenorio, che non avevano giocato contro la Germania nell'ultima partita del girone. A centrocampo spazio sulla sinistra a Mendez che pero' ha un guaio muscolare. Confermato il resto del centrocampo con Valencia, Edwin Tenorio e Castillo. (ANSA) foto: afp.com
 
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OLANDA; VAN BASTEN, EQUILIBRIO CON IL PORTOGALLO
"La sfida tra Olanda e Portogallo e' estremamente equilibrata": cosi' la pensa Marco Van Basten, ct degli 'orange'. Secondo il tecnico le possibilita' di passare ai quarti di finale sono del 50 per cento per entrambe le formazioni, in campo domenica a Norimberga. "Giochiamo un calcio simile, e abbiamo fatto tutte e due bene nei nostri gironi", spiega Van Basten, "non credo si possa gia' dire con certezza chi vincera'". Per l'Olanda rimane lo spauracchio dei calci di rigore, che piu' volte in passato ha visto gli 'orange' sconfitti. "E' una situazione stressante, qualcosa a cui devi essere pronto", sostiene il ct, che paragona il tiro dal dischetto alla battuta nel tennis: "Piu' provi in allenamento, meglio riesci, e se la tua mente e' libera hai piu' possibilita' di fare bene". (AGI)
 
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LE PARTITE DEL GIORNO 25 GIUGNO OTTAVI DI FINALE (2 PARTITE)


INGHILTERRA-ECUADOR ORE 17.00
Aria di rivoluzione per il ct dell'Inghilterra Sven Goran Eriksson. Il tecnico svedese, per la sfida degli ottavi contro l'Ecuador ha intenzione di adottare il 4-5-1 con l'inserimento a centrocampo di Carrick, lo spostamento a terzino destro di Hargreaves al posto dello squalificato Carragher con Rooney unica punta. Al centro della difesa dovrebbe tornare Rio Ferdinand, fuori contro la Svezia per un problema alla coscia. Dopo la sconfitta ininfluente ai fini della qualificazione per 3-0 contro la Germania, il ct dell'Ecuador Luis Suarez torna a schierare la sua formazione tipo con Carlos Tenorio e Delgado in attacco, finora due gol ciascuno in questo Mondiale. La squadra sudamericana affiderà le proprie sorti al regista Castillo e all'ala destra Valencia.
INGHILTERRA (4-5-1) - 1 Robinson; 16 Hargreaves, 5 Ferdinand, 6 Terry, 3 A Cole; 7 Beckham, 4 Gerrard, 18 Carrick, 8 Lampard, 11 J Cole; 9 Rooney. Ct. Sven Goran Eriksson
ECUADOR (4-4-2) - 12 Mora; 4 De la Cruz, 3 Hurtado, 17 Espinoza, 18 Reasco; 8 Mendez, 14 Castillo, 16 Valencia, 20 Edwin Tenorio; 11 Delgado, 21 Carlos Tenorio. Ct: Luis Suarez
Arbitro: Frank De Bleeckere (Bel)
Città e stadio: Stoccarda, Gottlieb-Daimler-Stadion
Diretta Tv: Ore 17.00 Sky Mondiale 1.
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PORTOGALLO-OLANDA ORE 21.00
Per la sfida degli ottavi di finale contro il Portogallo il ct dell'Olanda Marco Van Basten potrebbe decidere di lasciare fuori l'attaccante del Manchester United Van Nistelrooy ed inserire Kuyt che in questa prima fase di Mondiale ha sorpreso positivamente il proprio tecnico. Per il resto confermati i titolari che hanno vinto le prime due partite del girone compreso quell'Arjen Robben che ha tanto impressionato gli addetti ai lavori. Per la sfida degli ottavi di finale contro l'Olanda, il ct del Portogallo Scolari schiererà in campo i titolari che sono stati tenuti a riposo per la terza partita del girone contro il Messico. Giocheranno dunque Deco, Cristiano Ronaldo e Pauleta al posto di Cardoso Tiago, Sabrosa Simao e Helder Postiga. Confermata la difesa a 4 con nell'ordine Miguel, Fernando Meira, Ricardo Carvalho e Caneira.
OLANDA (4-3-1-2) - 1 Van der Sar; 3 Boulahrouz, 13 Ooijer, 4 Mathijsen, 5 Gio van Bronckhorst; 10 Van der Vaart, 20 Sneijder, 8 Cocu; 17 Van Persie, 9 Van Nistelrooy, 11 Robben. Ct: Marco Van Basten
PORTOGALLO (4-4-1-1) - 1 Ricardo; 13 Miguel, 5 Fernando Meira, 16 Ricardo Carvalho, 3 Caneira; 7 Luis Figo, 18 Maniche, 8 Petit, 20 Deco; 17 Cristiano Ronaldo, 9 Pauleta Ct: Luis Felipe Scolari
Arbitro: Valentin Ivanov (Russia)
Città e stadio: Norimberga, Franken-Stadion
Diretta Tv: ore 21.00 Sky Mondiale 1.
(APCOM)
 
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ARGENTINA-MESSICO: LE INTERVISTE
Maxi Rodriguez (ARG), Migliore in Campo Budweiser: "E' stato un gol da sogno, senza ombra di dubbio. Il merito va a (Juan Pablo) Sorin, che mi ha visto arrivare sul lato opposto. Quando controlli una palla come quella con il petto e poi la colpisci va spesso a finire sulle tribune, ma questa volta per mia fortuna non è andata così e ho sparato all'incrocio dei pali. Voglio dedicare questo gol alla mia famiglia, al mio compagno di squadra e tutti gli argentini, sia a quelli che erano presenti allo stadio che a quelli che guardavano la partita da casa.
Sarà dura contro la Germania, ma dobbiamo pensare a noi stessi. L’Argentina è in grado di battere chiunque.
Javier Mascherano (ARG): "Siamo felici di aver raggiunto i quarti. È stata una partita speciale perché cascava nel giorno del compleanno di (Lionel) Messi e di (Juan Roman) Riquelme. Ora torniamo in albergo e festeggiamo".
Oswaldo Sanchez (MEX): "Abbiamo venduto cara la pelle, ma non è stato sufficiente. Questa squadra voleva arrivare lontano e avevamo tutte le carte a posto per poterlo fare. Sapevamo che la partita sarebbe stata decisa da un errore o da una gol capolavoro ed è esattamente quello che è successo".
Pavel Pardo (MEX): "Le sconfitte come queste fanno molto male. Il Messico ha giocato alla pari dell'Argentina, non siamo mai stati da meno dei nostri avversari e meritavamo di più. È davvero un peccato, perché la squadra durante questa Coppa del Mondo aveva dimostrato di essere pronta ad andare lontano".
Rafael Marquez (MEX): "Non prendetela come una scusa, ma oggi il Messico ha davvero raggiunto il suo massimo livello. Abbiamo giocato molto meglio di quello che abbiamo fatto nelle partite precedenti. Penso che sarebbe di grande aiuto per la Nazionale se più giocatori messicani potessero venire a giocare in Europa".
Jose Pekerman (Allenatore Arg):
"Sono felice, e penso che abbiamo giocato molto bene perché abbiamo fatto quello che ci eravamo prefissi: vincere e passare ai quarti di finale. Abbiamo avuto anche noi i nostri problemi, è vero, ma questo a causa dei nostri avversari che non ci lasciavano il possesso di palla e che ci hanno reso vita dura per riprenderla. Avremmo dovuto risolvere i nostri problemi anche con palle alte perché (Jared) Borgetti e (Francisco) Fonseca ci hanno dato dei problemi anche in questo senso.
Fisicamente abbiamo risposto bene, grazie all’eccellente squadra che abbiamo, dotata di grande potenziale e fortunatamente stasera abbiamo concretizzato le nostre occasioni. Anche se abbiamo fatto degli errori, mi ha fatto piacere vedere la squadra reagire e andare avanti.
Mi sarebbe anche piaciuto vedere un terzo gol. Abbiamo perso un po’ di controllo del gioco nonostante avessimo giocatori che potevano fare dei passaggi corretti. A volte abbiamo peccato di presunzione. Alcuni giocatori tenevano la palla troppo a lungo e sono stati un po’ troppo egoisti. Ce ne siamo accorti perché ci ha impedito di chiudere la partita prima.
Bisogna dire che il Messico ha sempre tirato fuori il meglio giocando contro l’Argentina, ma alla fine abbiamo vinto noi. Il calcio è una combinazione di disciplina tattica, stabilità mentale, mentalità vincente e abilità dei giocatori nei momenti topici, e nel complesso penso che siamo stati i degni vincitori.
La Germania è un altro avversario ostico. In Coppa del Mondo vinci una partita e ce n’è un’altra ancora più dura ad attenderti. Sono fiducioso perché penso che questa vittoria ci abbia reso più forti e ci abbia fatto crescere come squadra".
Ricardo La Volpe (Allenatore Mex):
"È stata una partita equilibrata, proprio come me l’aspettavo ed è stato un gol straordinario a deciderne le sorti. Detto questo, il Messico ha dato un’eccellente prova di se stesso. Ancora una volta, non siamo riusciti a raggiungere quello che volevamo, cioè arrivare almeno ai quarti di finale. Sfortunatamente non ho potuto procedere alle sostituzioni che avevo programmato a causa degli infortuni di (Pavel) Pardo e (Andres) Guardado, e questa è stata una seccatura. Avevamo Omar Bravo e Guillermo Franco, ma dovevo inserire Zinha per avere maggiore possesso di palla. Per quanto concerne Argentina-Germania, bisogna dire che non è mai semplice affrontare la squadra di casa e poi stanno giocando molto bene anche loro. Tuttavia credo che l’Argentina o il Brasile arriveranno in Finale contro una squadra europea".
by FIFAworldcup.com
 
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CORSI E RICORSI DELLA STORIA DEL MONDIALE
La nostra fantasia vuole sfidare la scaramanzia. Avventato e forse fuori luogo fare pronostici adesso su possibili avversari ai quarti, in semifinali e addirittura in finale, ma noi ci proviamo perché pare che nel lungo cammino che l'Italia potrebbe percorrere diversi tabù dovranno essere sfatati, noi cominciamo dalla scaramanzia. Se è vero che la storia è ciclica fatta di corsi e ricorsi, mai come in quest'edizione ci saranno così tante occasioni di riscatto o di tendenze confermate.Lunedì affronteremo una delle squadre forse meno attrezzate negli ottavi, ma anche in questo caso alcuni precedenti non ci consentirebbero di pensare ai quarti (noi lo faremo lo stesso). L'Australia è innanzitutto allenata da tale Gus Hiddink, colui che ci sbattè fuori agli ottavi, appena quattro anni fa, alla guida della Corea, altra corazzata, seppur in contesti del tutto diversi, ed arbitraggio molto discutibile. Il tabù è doppio perché non solo l'Italia dovrà "vendicarsi" su Hiddink, ma anche superare lo scoglio degli ottavi contro un outsider.Se ieri la Corea avesse battuto la Svizzera, ai quarti rischiavamo con molta probabilità di incontrarla, in modo da rendere ancora più ricco di contenuti questo pezzo e sfatare un altro grosso precedente, ma la sconfitta per 2-0 ci consegnerà ai quarti o i sorprendenti elvetici o l'Ucraina dell'ormai ex Milan Shevchenko.Tuttavia possiamo rifarci in semifinale, dove sfideremo l'Argentina, che ad un passo dall'ultimo atto del Mondiale ci ha eliminato persino in casa nostra; ed in casa loro (vedi 78') pure fummo eliminati in semifinale. Il discorso però s'inverte se ci toccherà la Germania: leggendarie due successi ai danni dei teutonici nella vetusta Coppa Rimet. Messico 70' e Spagna 82', rappresentano momenti storici del calcio italiano se non Mondiale, ma non avranno certamente lasciato ricordi felici nella mente dei tifosi tedeschi che potrebbero cercare l'occasione di rivalsa. Argentina-Germania sarà comunque una delle gare più elettrizzanti del torneo, una sfida che dall'86 e al 90' è stata la finale, dopo che nell'82' furono entrambe eliminate dall'ItaliaE per la finale? In questo caso si sprecherebbero i precedenti. C'è la possibilità di un' Italia-Brasile, appendice delle edizioni 70' e 94', ahinoi tutte terminate con esiti infelici. Altrettanto affascinante, ma non conforme al nostro spirito sciovinista, una sfida tra Inghilterra e Germania. Esattamente 40 anni fa fu la finale della Coppa del Mondo ed indovinate da chi fu vinta? Dall'Inghilterra padrona di casa, in una situazione a parti rovesciate rispetto a quella attuale. Quest'ipotesi, comunque, resta poco realizzabili, perché bisognerebbe buttare fuori dalla competizione già ai quarti ed in semifinali le due sudamericane, che potrebbero scontrarsi in finale. Paradossalmente, le nazionali considerate più forti del mondo, non hanno mai disputato una finale assieme, a differenza della C.America, dove invece Argentina-Brasile è una classica. Da non sottovalutare anche una finale tra Germania e Brasile, le due finaliste di Corea 2002. Queste sono solo alcune ipotesi, quelle sulla carta "più probabili", poi il campo potrebbe sovvertire ogni pronostico: ci saranno flop e sorprese, ma qualsiasi sarà il risultato finale ci sarà da divertirsi. E non date la colpa a noi.
Fabio Zingone
 
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PRESIDENTE MESSICO,ORGOGLIOSI NONOSTANTE SCONFITTA

''Meritavamo di vincere, siamo contenti e orgogliosi'': e' il commento a caldo del presidente messicano, Vicente Fox, dopo la sconfitta della nazionale azteca di fronte all'Argentina. ''Dovremmo giocare sempre cosi', e' una sconfitta che comunque ci lascia un buon sapore'', ha dichiarato Fox, commentando il 2-1 con il quale l'Argentina ha lasciato fuori dai Mondiali il Messico. La tristezza e' stato il sentimento dominante tra i tifosi messicani, che a lungo durante l'incontro hanno sperato nella vittoria. Al Zocalo, la principale piazza di citta' del Messico, circa 20 mila persone hanno seguito la partita da un maxischermo. (ANSA).
 
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IL PERSONAGGIO DELLA SEDICESIMA GIORNATA DEL MONDIALE
Il personaggio della sedicesima giornata della coppa del Mondo 2006 secondo coppadelmondo2006.blogspot.com è ANDRES GUARDADO laterale sinistro del centrocampo Messicano. Con i suoi 20 anni è tra i candidati al premio miglior giovane del Mondiale 2006.
18 GUARDADO Andres
Data di nascita:
28 Settembre 1986
Altezza: 169 cm
Peso: 61 kg
Ruolo: Centrocampista
Squadra attuale: Atlas (MEX)
Presenze con la Nazionale: 8 (fino al 24-Giu-2006)
Esordio in nazionale: Mexico v. Hungary (14-Dic-2005)
 
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ARGENTINA IN FESTA, DOPO SOFFERTA VITTORIA

Primi festeggiamenti a Buenos Aires e in tutta l'Argentina dopo la sofferta vittoria ai supplementari della 'seleccion' di Jose' Pekerman contro il Messico. Lungo i 120 minuti dell'incontro le strade di Buenos Aires hanno avuto un aspetto spettrale: solo qualche autobus e taxi circolavano per le strade. Ma appena l'arbitro ha fischiato la fine della partita, che ha permesso alla squadra di passare ai quarti di finale, i tifosi sono subito scesi per strada con trombe, bandiere e le maglie 'blanquiceleste', nella piazza dell'obelisco - il cuore di Buenos Aires - e in altri punti della citta'. (ANSA) foto: afp.com
 
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