mercoledì, giugno 28, 2006
ROVESCIATA AZZURRI,PARASSITI?E' SOLO INVIDIA
All'andata resto del mondo contro Italia, al ritorno Italia contro il resto del mondo. Nel clima da assedio mediatico creato ieri attorno alla nazionale azzurra, brutta ma vincente per i suoi critici, 'unta e buggerata' o 'parassita' secondo la stampa estera, gli azzurri si devono sentire oggi a loro agio: c'e' l'occasione per rispolverare l'amato contropiede, secondo lo schema classico difesa e contrattacco, per un gol beffardo che da' persino piu' gusto. E ovviamente l'azione parte da un difensore, Alessandro Nesta. ''Italiani parassiti? Veramente, in giro per il mondo, ci siamo sempre dati da fare. Ovunque abbiamo portato la nostra esperienza, moda ristorazione e non solo: siamo un popolo di lavoratori'', la replica stizzita del giocatore a 'Der Spiegel'. ''Sono offeso come italiano'', ha detto invece Fabio Cannavaro, capitano azzurro, parlando di una cultura ''vecchia ed abusata''. Il settimanale 'liberal' tedesco, con sede proprio ad Amburgo, non era stato l'unico ieri a menar mazzate sulla nazionale di Lippi: pero' aveva allargato il campo alla fenomenologia dell'italiano medio, tranne poi cancellare dopo poche ore dal suo articolo on line quella parola che aveva provocato tante proteste, 'parassita'. Il piccolo caso diplomatico non si era pero' sanato: cosi' oggi ha cercato di parare scusandosi ufficialmente, col supporto dell'ambasciata di Germania in Italia. E ha sconfessato il suo editorialista tacciato di aver superato i ''limiti del buon gusto'' e di aver usato ''cliche' che hanno creato malintesi''. Ma l'Italia di Lippi ha capito benissimo: l'etichetta di nazionale speculativa, parole a parte, non gliela toglie nessuno. Anzi, e' l'occasione per far del sarcasmo a sfondo sociologico, da come si vestono gli azzurri a come sono mammoni. ''Ci criticano sempre, poi pero' ci imitano: si vogliono vestire come noi, vogliono mangiare quel che mangiamo noi. E' invidia'', le parole di Nesta. Insomma, un misto tra una sfida di calcio e uno 'spaghetti western'. ''Oramai e' una tradizione attaccare il calcio italiano - la convinzione dell'azzurro, epigono di una lunga e italianissima tradizione di difensori - Fa moda, ma non quella del vestire: in Spagna hanno scritto che siamo tornati alla caverne, eppure questa nazionale e' piu' offensiva delle ultime viste ai Mondiali. Giochiamo con due punte e una mezzapunta. Ci attaccano tutti, forse ci temono. Pero' siamo orgogliosi di quel che stiamo facendo''. In fondo, anche tra gli azzurri c'era la speranza che il calcio spettacolo di tante amichevoli pre-mondiali li liberasse qui in Germania di vecchi cliche' (''migliorare? lo potremmo fare in tanti punti. Ma oramai, qui, non e' possibile cambiar linea...''); e neanche Nesta si nasconde che ''finora e' molto in forma la difesa, del nostro attacco si era parlato molto in partite come Italia-Germania 4-1'', ovvero cinque mesi fa. Cio' nonostante, la tempesta che viene dall'estero provoca uno scatto di orgoglio: visto lo scandalo italiano, la domanda di un inviato argentino, con il rigore avuto dall'Australia pensate di aver importato al Mondiale lo stesso vizio? ''Da voi tutto a posto? - la risposta di Nesta - Ognuno guardi a casa sua. Comunque la mia risposta e' no: quel rigore poteva darlo o non darlo''. D'altra parte, la tesi di Nesta, il Mondiale finora non ha offerto uno spettacolo stellare. ''E' un torneo all'insegna dell'equilibrio: forse la Germania ha impressionato un po' di piu', ma sull'onda dell'euforia'', la sua convinzione. Cosi' il difensore azzurro puo' sperare di ripetere il percorso di un altro grande difensore: ''I quarti li salto di sicuro, la semifinale faccio di tutto per giocarli, e per la finale devo tifare per i miei compagni: io come Baresi nel '94? ci metterei la firma. Pero' con un finale diverso''. Piaccia o non piaccia al resto del mondo. (ANSA).
 
posted by Sandromex at 7:23 PM | Permalink |


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